SPEAKITALY NYC
(Blog & Social Networks)

Un campionato della pasta per insegnare l'italiano agli americani

March 7, 2017 | Manuea Caracciolo

Imparare l’italiano a New York partecipando al Campionato della Pasta, assagiando e votando i migliori piatti della tradizione mediterranea. Questo metodo è stato creato da Raffaella Galliani, insegnante di italiano nella metropoli americana dal 2000 e che in questi anni ha lavorato per esportare la cultura italiana in Usa attraverso la sua compagnia “Speakitaly Nyc”.

Sbarcata in America a 17 anni per un viaggio studio di un mese presso una famiglia del New Jersey, dopo alcuni anni è riuscita ad ottenere il visto necessario per risiedere e lavorare nella prima economia al mondo. Galliani si è subito appassiona all’insegnamento e ha studiato una modalità inusuale per insegnare la lingua agli americani: sia usando i social network con esercizi “postati” su Facebook e Instagram, sia creando momenti di aggregazione sociale utilizzando il cibo, la cucina, e tutto ciò che è tradizione italiana per permettere di conoscere ed amare gli usi e i costumi del nostro Paese…prendendo anche per la gola gli allievi!

L’abbiamo intervistata per l’inizio del Campionato della Pasta, che si svolge dal 7 marzo.

Come è nata l’ idea della compagnia e quali sono i principi di promozione su cui si basa?

Dopo anni di insegnamento sono finalmente riuscita a crearmi una mia cerchia di persone che volesse imparare la lingua, per questo ho aperto Speakitaly Nyc, che si dedica al 100% alla promozione dell'italiano. La mia compagnia è nata ufficialmente nel novembre 2016 ma è il risultato di anni di lavoro, di contatti, di passaparola. Sono partita da zero e sono arrivata ad aprire un centro mio con la passione e l'amore che ho per l'italiano. La gente viene alle mie lezioni perché si diverte quindi io promuovo questo: l'empatia con lo studente. L'italiano è la ragione ma il collante è il rapporto che si crea con lo studente. Per imparare una lingua e per riuscire a trasmetterla c'è bisogno di amore, dedizione, di credere davvero nella sua bellezza e conoscerne sapori, profumi, storie.

Quante persone sono coinvolte e quali sono le attività che si svolgono?

Speakitaly coinvolge una trentina di persone al momento, tutte gestite da me, ma a breve inserirò alcune ragazze per aiutarmi ad alleggerire il lavoro, sono positiva e penso che il gruppo crescerà velocemente.. quindi diciamo che mi sto organizzando. Per rendere le lezioni più divertenti programmo eventi per la città per promuovere la cucina italiana, o meglio, regionale, come per esempio la cena in maschera di Carnevale (che si è tenuta il 28 febbraio), oppure il pranzo della domenica, in locali ovviamente italiani, dove gli alunni devono ordinare...in italiano dal menù! In quest’ottica ho organizzato il campionato italiano della Pasta a New York.

Parlaci del campionato della pasta.

Il campionato della pasta inizia il 7 marzo e si concluderà il 12 settembre. Si parte con otto regioni in sfida (e altrettanti ristoranti), 16 ricette regionali, proposte in quattro serate. Funziona così: si va su pastachampionship.eventbrite.com e si acquista il biglietto per il match degli ottavi di finale, dopo si riceve una email in cui si comunica di quale giuria si deve far parte. Ogni sera si sfideranno due ristoranti di regioni diverse ed ognuno offrirà due assaggi di primi italiani della tradizione e la giuria sarà divisa tra i due locali. Ad ogni partecipante quindi verrà data una scheda da 1-10 per votare la pasta migliore che proveranno, tra le due ricette regionali. Poi si farà la somma delle votazioni. Il piatto che otterrà il voto più alto procederà alle semifinali e così via. Alla fine di tutto il campionato ci sarà un estratto tra tutti i biglietti acquistati e vincerà un soggiorno di cinque giorni a Rimini e un crash course di italiano pre-partenza con Speakitaly.

Questa idea invece che origini ha?

Chi ha inventato il campionato sono Camillo e Letizia, due ragazzi italiani. Hanno proposto questa iniziativa a Parigi e dopo un successo di quattro anni hanno deciso di espandersi, e cos" hanno trovato me. L'obiettivo per noi è quello di promuovere un vero Made in Italy proponendo piatti di pasta autentici, come se si mangiassero in Italia. Non è una competizione vera e propria come si potrebbe pensare perché allora il format avrebbe dovuto essere differente, magari più ristoranti anche perché Nyc è piena di locali italiani autentici. La nostra è un'idea che promuove lo stare insieme mangiando un buon piatto di pasta e poi si aggiunge l'effetto gara per renderlo più divertente. È un gioco non una sfida, promuoviamo le prelibatezze del nostro Paese!

Gli americani come si approcciano all'apprendimento della nostra lingua e quali sono le differenze con il sistema di insegnamento rispetto all'Italia?

Gli americani amano l'italiano e l'Italia. Detto questo ho riscontrato che le maggiori lacune le noto nella grammatica, a causa del fatto che nella loro lingua viene studiata molto meno approfonditamente. Noi abbiamo il ceppo latino che ci porta a rendere l’apprendimento induttivo cioè dalla regola si va alla pratica, mentre per gli americani è l’esatto contrario, cioè deduttivo. La difficoltà iniziale è grande sia da parte di chi insegna che da chi apprende, ma una volta rotto il ghiaccio, si passa alla struttura della frase in sé in modo abbastanza fluido, utilizzando appunto formule che restino impresse. Creare e pensare in un altro linguaggio è come essere una nuova persona; si pensi infatti alla scelta di vocabolario in una lingua piuttosto che un'altra: la cosa bella degli americani è che si impegnano molto e alla fine ce la fanno. L’'accento a volte rimane un po' marcato ma una volta capito il meccanismo e dopo qualche viaggio in Italia sanno esprimersi correttamente.

Progetti futuri?

Di progetti futuri al momento non ce ne sono in senso lato. Il futuro per me sarà fare crescere la mia compagnia e "go with the flow". Ho premesso ai miei studenti che sarebbero riusciti ad assaporare traguardi e io confermo che farò sempre del mio meglio per creare, per giocare, per comunicare perché la lingua è vita, perché la lingua è chi siamo, è quel mezzo che ci permette di dire quel che pensiamo, di capire e di farci capire.


Original Post: http://america24.com/news/un-campionato-della-pasta-per-insegnare-italiano-agli-americani